Ta ta, ta taboo, anche Blanco.

Vengo ad apprendere dall'Avv. Angelo Greco (noto sul web come "Avochad") che ciò che è accaduto a Blanco sul palco e che ha scatenato un po' di polemiche è inscrivibile nel reato di "violenza sessuale".

Alla base di tutto - ma guarda un po' - c'è l'elemento della disponibilità e del consenso, da parte del soggetto, di venire palpato. Risulta palese il consenso? Non c'è alcun reato. C'è un ragionevole dubbio - o addirittura un palese rifiuto - ma la palpata arriva lo stesso? Una eventuale denuncia avrebbe conseguenze nefaste per il palpatore o la palpatrice. Maschio o femmina che sia.


Questo è ciò che dice la Legge, e non si può non parlare di questo episodio fingendo non sia così. E allora, se è tutto così chiaro, su cosa verte la discussione sui social? O per lo meno, su cosa verteva, visto che ho voluto aspettare qualche giorno per farmi un'idea più chiara del quadro generale, prima di fiondarmi a parlarne. Ora l'argomento è stato un po' "parcheggiato", ma credo sia interessante comunque farne cenno, perché ha stimolato una reazione emblematica: quale occasione più ghiotta, da parte di chi fa della lotta per la parità dei sessi il fulcro della propria lore, per dimostrare che "maschi o femmine, non fa differenza"?


Difendere Blanco (che non aveva chiesto di venire difeso da nessuno, anzi) è servito a influencer e creator da platee di ampiezza variabile per sottolineare la propria par condicio, farne una targhetta di platino e appenderla al muro. "Influencer imparziale, combatte per i diritti di tutti." Anzi, di TUTT*, con l'asterisco.

Non ho certezze su quanto calore e trasporto genuino ci fosse in certe prese di posizione così plateali, ma tant'è... Sono una persona che preferisce di gran lunga basarsi su cosa una gli altri fanno, piuttosto che su ciò che gli altri "sono".

Il problema, in questo caso, è che questa corsa frenetica ai crediti d'imposta di fronte all'opinione pubblica, per quanto pragmaticamente possa essere vettore di ottimi messaggi, finisce per cagare fuori dal vaso a causa della solita, lagnosa ed estenuante radicalizzazione.

Ci fosse mai una volta che si sfiora il discorso "diritti" senza che si tirino fuori gli artigli e i canini, con tanto di bava alla bocca e pipì sulle ruote delle auto. MAI UNA VOLTA.


Ho assistito quindi all'incredibile paradosso nel quale - a fronte di prese di posizione sul fatto che toccare il pacco a Blanco fosse grave a prescindere dal genere dell'interessato - ogni leggerissima argomentazione sulla necessità di contestualizzare quel gesto veniva rasa al suolo sul nascere.

Perché sì, una violenza è una violenza su un uomo come su una donna, e su questo non ci piove. Ma questo è parlare di massimi sistemi, se ne può parlare sempre e non sarebbe necessario alcun episodio specifico come scusante.

Ciò che a molti è sfuggito (o che molti fanno finta di non sapere) è che QUELLA precisa situazione, QUEL preciso episodio con protagonista Blanco non è affatto detto rientri nella fattispecie prevista dalla Legge.

Semplicemente perché non ci troviamo di fronte a un caso di mancato consenso: come dichiarato dallo stesso Blanco, infatti, a lui andava benissimo così. Il che è del tutto lecito ed è perfettamente comprensibile se inserito in quel contesto.


Mi pare discretamente patetico da parte di alcuni fare la voce grossa sul caso Blanco, arrivando persino a prendersela con il diretto interessato quando questi non dice ciò che loro vorrebbero sentirsi dire, e cioè che aveva subito una violenza, si sentiva ferito, e avrebbe denunciato tutto".

Blanco si è limitato a dire che quel concerto è stato un "bagno d'amore". Insomma, non gliene fregava e non gliene frega assolutamente nulla della mano sul pacco.

Poi, intendiamoci, se Blanco in cuor suo si sia sentito violato ma abbia voluto comunque mantenere una maschera di disinteresse, non ci è dato saperlo. Possiamo basarci solo ed esclusivamente su ciò che dice.

Altresì non sembra che durante il fattaccio lui si sia spostato o abbia palesato una qualunque forma ti stizza per ciò che stava accadendo. Tutti indizi, ovvio, ma personalmente - avendo calcato anche io i palchi per quanto in ambiente metal e di dimensione e "prestigio" nettamente inferiori - tendo a credere che sia sincero.

Quello è il CONTESTO a cui facevo cenno e che, per quanto non costituisca alcuna zona franca alla Legge, non è un elemento da ignorare: in un concerto si stabilisce una sorta di patto emotivo tra artista e fan, e finché il primo è lucido e consapevole di ciò che fa, non è né strano né raro che si lasci andare ai bagni di folla che includono anche palpeggiamenti vari.

Può non piacere ai non addetti ai lavori? Sì, però questa è la realtà.

E alla base di tutto c'è sempre il fattore "consenso".


Sorge spontanea l'obiezione: quella fan come faceva a essere certa che questo consenso ci fosse? Chi le dava quella certezza? Su carta, nessuno.

Esattamente come quando uscite per la prima volta con una persona che si è dimostrata interessata a voi. Ad una certa vi baciate, e vi sentite nella posizione di potergli mettere una mano sul culo, dando per scontato il consenso.

Quella/o magari non voleva arrivare a quel punto e vi denuncia per molestia.

Situazione paradossale? Può darsi, magari pure rara, ma tecnicamente verosimile se si parte dal concetto di "consapevolezza totale".

Questa non si avrà mai e spesso è pure impossibile dimostrarla, ciò su cui ci si affida volta per volta è il buon senso da parte delle persone coinvolte, e magari la buona sana vecchia abitudine - utilizzabile anche come gioco stuzzicante - di chiedere il permesso. "Posso?". E passa la paura.

La fan di Blanco non aveva probabilmente mai parlato con Blanco, non aveva nulla in mano che le garantisse che era solo "un bagno d'amore" per il cantante, ma lo ha fatto in forza di quel "patto" di cui vi parlavo prima.


Obiezione 2: e se Blanco la denunciasse? Probabilmente vincerebbe la causa, perché punterebbe all'assenza di quel consenso di cui sopra rendendo carta straccia il discorso sul contesto. Molto semplice. Oppure non vincerebbe per cavilli legali che non conosco, ma questa è un'altra storia.


Chiariamo un punto: certe "para-leggi" valgono solo ed esclusivamente se tutti coloro all'interno di quel cerchio magico (magus incluso) decidono che va benissimo così. Denunciare un reato corrisponde automaticamente ad annullare l'incantesimo.

Se ancora non fossi stato chiaro, vi porto un ulteriore esempio: il mondo del bondage e dintorni. Pensate a quante cose di quell'ambiente, se decontestualizzate, diventerebbero reati. Persone frustate e legate per ore, che se non ci fosse la certezza della volontà consensuale risulterebbero vittime di cose gravissime tipo sequestro di persona e tortura. Ma non è così. Sono solo ed esclusivamente gusti sessuali del tutto leciti, praticati da persone adulte e consenzienti.


Allo stesso modo, Blanco ha diritto di farsi toccare le palle da chi vuole e non è tenuto a farsi promotore di campagne di sensibilizzazione improvvisate e a tratti stucchevoli come quella degli ultimi giorni.

Siamo tutti d'accordo che la violenza è violenza e la molestia è molestia indipendentemente dal genere della vittima. Siamo tutti d'accordo con Cathy La Torre e company. Grazie al cazzo. Peccato che non sia quello il fulcro del discorso.

La palpata al concerto di Blanco non mi indigna perché quel patto di cui sopra esiste, e chiunque sia andato a due o tre concerti importanti lo sa. Esiste, ed è l'artista a decidere quando e quanto tenerlo in piedi. Pure se non si tratta di John Lennon, pure se non si tratta di Robert Plant, quella roba esiste. Quindi, al massimo, l'argomento di discussione potrebbe essere: rendersi pubblicamente oggetto di atti che TECNICAMENTE per la Legge costituiscono violenza sessuale, quando il consenso - seppur vero - non è manifesto, può far passare un messaggio pericoloso?

La mia risposta è MEH, perché sono un fottutissimo liberale della peggior specie, ma capisco il punto e mi rendo conto che potrebbe essere un dibattito interessante.

A parte questo, il discorso "uomo/donna" mi pare solo captatio benevolentiae inutile, che non va dritto al punto.


Obiezione 3: Se fosse stata Emma... se fosse stata Elisa...


Se fossero state Emma, Elisa o qualunque altra donna si sarebbe ragionato secondo gli stessi parametri. C'è un contesto di quel tipo in cui l'artista DECIDE di fare il bagno di folla, ha costruito un'immagine tale faccia ragionevolmente presumere ai fan che la palpata è consentita? No, tant'è che se loro fossero oggetto di qualcosa di simile probabilmente farebbero intervenire la sicurezza, e sarebbe loro pieno diritto.

Altre donne decidono di impostare i loro live nel modo opposto, e se pensate che non accada vi sbagliate moltissimo: Miley Cyrus, ad esempio, a Blanco potrebbe dare lezioni. Ognuno, artista o meno che sia, è libero di scegliere.

E se ciò che accade di conseguenza non è di suo gradimento, prende provvedimenti come ogni altro normale cittadino. Basi di partenza diverse, non c'è dubbio, ma gli stessi percorsi nel momento in cui il cerchio magico si spezza.


Su un appunto che ho letto sui social concordo totalmente: al netto di tutto il ragionamento di cui sopra, se ci fosse stata una donna al posto di Blanco sarebbe scoppiato un puttanaio inenarrabile. Qui in Italia. Cioè, l'opinione pubblica avrebbe reagito in maniera smodata, dieci volte peggio.

Ciò per me non costituisce elemento utile alla valutazione del fatto né cambia di una virgola la mia idea, però è vero. Sarebbe successo. E i benaltristi lì avrebbero detto "se fosse successo a un uomo non sarebbe fregato un cazzo a nessuno!"


Con questa ennesima ovvietà vi saluto, e vi auguro nella vita di trovare qualcuno che vi tocchi i genitali come lei li toccava a Blanco. Con vostro consenso, s'intenda.

Che la pace sia con tutti voi


Don