Cloe Bianco, smettila di guardarmi

A distanza di un po' di giorni, ché non è mainstream e mi fa sentire più in pace con me stesso...


La vicenda di Cloe Bianco, la prof che si è tolta la vita - per giunta in un modo atroce - dopo anni di emarginazione per la sua transessualità, è una di quelle storie per cui il livello di nausea è tale da sopprimere ogni mia capacità di creare: niente vignette, nemmeno abbozzate. Hai voglia a cercare l'iperbole satirica in grado di condannare i suoi aguzzini, e tutte quelle baggianate che ogni tanto "noi autori satirici" ci raccontiamo.

Io purtroppo non arrivo da una dimensione parallela come Ricky Gervais e altri dei dell'Olimpo. Stavolta, per motivi che ancora non mi spiego, ho superato un limite.

Ed è quel limite oltre il quale mi si piazza davanti agli occhi il volto della vittima, per alcuni secondi mi rimbomba nel cervello un milionesimo della sofferenza e della solitudine che può aver provato, e la immagino che mi dice "lo stai facendo per me o per te?". E non saper rispondere in un secondo, mi blocca.


Lo so, so già tutto: questo post è patetico. Ogni singola parola che io e chiunque altro possiamo scrivere sulla vicenda, diventa patetica. Qualunque cosa abbiate scritto anche voi, in piena buona fede, è solo un riverbero di buon senso che si trasforma in empatia, a gradazione variabile, a volte altissima altre volte simulata.

Ed esattamente come il mio, quel riverbero si consuma nell'arco di poco tempo.

Fino alla prossima vittima.


Perché il cazzo poi, è che ci sarà una prossima vittima. Ce ne saranno tante, e saremo di nuovo qui a parlarne, a cantarcela e suonarcela. E attenzione, sarà giusto farlo perché ancor peggio dell'impotenza è l'omertà.

Fingere non sia successo nulla fa morire le persone due volte, in quanto toglie significato persino alla morte stessa. E sì, sembra una di quelle frasi alla Jim Morrison, da mettere sulle foto dei culi in bikini con un tramonto sul mare. Invece sono davvero convinto sia così, ci crediate o meno.

La mia speranza è incarnata da mia figlia Adelaide: confido nel fatto che diventi una persona migliore di me, è il primo obiettivo che mi sono preposto. E se avete figli, fate tutto ciò che è in vostro potere affinché siano loro, domani, a evitare tutto questo. A barricarsi a scuola e occuparla, fare raccolta firme e sciopero a oltranza delle presenze affinché la loro prof trans venga riassunta e ottenga le scuse e i risarcimenti dovuti. Forse sarà una vittima in meno.

Ma se voi e io avremo fatto un buon lavoro, non si porrà neppure il problema.

Tra qualche ora probabilmente il mio lato oscuro tornerà a farsi sentire, e mi sussurrerà "sei stato un cretino, dovevi disegnare, il tuo lavoro è pure questo. Sai quante condivisioni?" E c'ha la sua parte di ragione.

Ma quando qualche giorno fa ho letto la notizia, il disgusto ha fatto posto rapidamente a un pensiero da cui non sono riuscito a tornare indietro: "stavolta passo". Patetico.

Purtroppo, non sono Ricky Gervais.


Don